2004 parte seconda

29 11 2008

E si, finalmente ce l’ho fatta: ho un posto che mi piace, riesco ad organizzare tutto bene, pagano regolarmente, sono contento.

Ma bisogna organizzare la tesi del terzo anno, benissimo, non vedo l’ora: parlo con il direttore di scuola e mi rendo conto io non decido niente è lui che con grandissima furbizia mi rigira da parte a parte e mi riesce a farmi fare quello che vuole facendomi credere che la decisione sia mia.

E’ stato questo il momento in cui ho capito che non sarebbe stato un lavoro facile nemmeno questo, ma l’insegnamento mi piaceva così tanto che non ho valutato tutti i pro e i contro di questo mestiere.

I pro sono quelli che ho detto prima: le grandi soddisfazioni che ti danno i tuoi studenti, mentre i contro sono tanti dal fatto che perdi il contatto con il mondo del lavoro perchè devi stare a scuola 9 ore al giorno al dover tenere contatti con gente che non sà o non capisce niente di quello che stai facendo.

Un’altro vantaggio, o meglio quello che credevo un vantaggio, è che lavoro da ottobre a giugno, per il resto del tempo posso stare con la mia bellissima bambina e fare veramente il padre.





2004 prima parte

25 11 2008

Sono due anni che insegno e i risultati che ho ottenuto con i ragazzi mi soddisfano molto. Sono bravo, sono capace di ascoltare gli studenti e di tirare fuori il meglio da loro. Quello che mi gratifica di più sono i loro ringraziamenti dopo o tre anni di studi.

Figuratevi che appena hanno saputo della nascita di mia figlia, parlo di due anni fà, hanno voluto a tutti i costi regalarle dei sonaglini. Mi ha fatto enorme piacere. Ci tenevo a raccontare questo episodio che risale a due anni fà perchè voglio farvi capire quanto ci tenga al “mestiere” di docente.

Comunque tutto questo non cambia la mia posizione di precario con partita Iva, ma per lomeno il lavoro è molto piacevole.

Alla fine di quest’anno la direzione di istituto mi propone il ruolo di coordinatore di un dipartimento e con grande entusiasmo accetto, non tanto per i soldi in più che sono veramente pochi (2500 euro l’anno) ma per il fatto che così posso organizzare la didattica in modo autonomo ed in questo, come nell’insegnamento, sono bravo. La mia più grande  dote è l’organizzazione.

Mi metto subito al lavoro e stilo un piano per i prossimi tre anni: grande viene subito accettato, anche perchè nessuno all’interno della scuola sa bene in cosa consista il mio campo di insegnamento. Il direttore di scuola è soddisfatto e mi incoraggia a continuare così.





2002

24 11 2008

Ci stiamo avvicinando ai giorni nostri con questo racconto. mancano ancora sei anni da condensare in poche pagine. Comunque, volevo raccontarvi la bella notizia che mi è capitata nel 2002.

Dopo tanto sbattermi per trovare per trovare lavoro mia moglie è rimasta incinta. Bellissimo, non vedevo l’ora di scoprire come sarebbe stato mio figlio/a, di poterlo cullare, amare e veder crescere. Poi ho compreso che per fare ciò avrei dovuto garantirgli un futuro. Come fare ? Un colpo di fortuna, mi hanno chiamato per insegnare un istituto privato, tipo università, senza che avessi fatto domanda.

E mi è piaciuto insegnare, anzi è la cosa più bella in assoluto dopo mia figlia, ho accettato tutto: pochi euro ad ora, lezioni serali pur di continuare questo nuovo lavoro. 

Sono bravo, mi piace e pur avendo un contratto di consulenza con partita Iva è la prima volta che ho delle soddisfazioni. Forse se continuo così mi assumeranno. Non potranno andare avanti solo con docenti a contratto annuale , vero ? 

Mia moglie è contenta, ci sono meno preoccupazioni e per di più ci è nata una bellissima bambina.

…..

Siamo alle solite: i soldi non bastano, vanno tutti in pannolini, latte, medicine, analisi, affitto e tasse. Ci siamo mangiati tutte e due le liquidazione che avevamo preso e non riusciamo a mettere da parte niente. Arriviamo alla fine del mese con i soldi contati. I nostri genitori non possono aiutarci e io non me la sento di chiedere il loro aiuto, hanno già fatto così tanto per me.





2000

23 11 2008

Ho trovato una nuova agenzia, ma anche qui come al solito non assumono, solo collaborazioni, così non pagano tasse. Ed io invece guadagno molto meno, perchè devo pagarmi i contributi e tutte le tasse.

Sono rimasto sei mesi, poi mi hanno detto che non avevano più bisogno della mia collaborazione: strano poche settimana prima avevo chiesto un contratto di un anno, così per essere tranquillo per un pò ed invece…

Tornando a casa ho avuto la notizia: anche lo studio di architettura dove lavorava mia moglie ha chiuso. E adesso. Per fortuna abbiamo ancora un pò della mia liquidazione e fra poco avremo quella di mia moglie: per qualche mese possiamo pagare l’affitto e mangiare.

Dopo qualche mese ho trovato una casa editrice: hanno bisogno di qualcuno che sviluppi l’immagine grafica di alcune collane. E’ il mio lavoro: sono un grafico, mi ci butto. Prezzo 100.000 lire a copertina lorde: una miseria. Pago un milione di lire ( e già c’erano ancora le lire) l’affitto e poi devo mangiare. Comunque lo faccio per un anno, poi, cosa mi sarà venuto in mente, ho chiesto di adeguare il prezzo a 150.000 lire. Non ho più avuto il lavoro. Eppure non erano male, anzi ci sono ancora in giro libri firmati da me.

Sarò io ? Sono sfortunato ? Oppure sono incapace ?





1996

23 11 2008

Nel 1996 l’agenzia di pubblicità ha chiuso, o meglio mi ha costretto a licenziarmi, dandomi tutta la liquidazione, e mi ha preso come collaboratore coordinato e continuativo. Ovviamente pretendevano che io continuassi esattamente come prima: 8 ore di lavoro e gli straordinari, non più retribuiti. Quando mi sono accorto di quale abbaglio avessi presi era troppo tardi. Parlo di abbaglio perchè i soldi della liquidazione, allora, mi facevano comodo, molto comodo, visto che stavo mettendo su casa ( naturalmente in affitto: perchè se in famiglia non ci sono case di proprietà mi piacerebbe sapere come si fa ad acquistarla) e pensavo ai figli.

Ovviamente di agire legalmente neanche a parlarne, chi mi avrebbe dato retta: ho accettato io.

E così sono entrato in quella grande fetta di popolazione, che è la maggioranza, di finti professionisti, costretti loro malgrado ad aprire una partita Iva. Almeno si può risparmiare sulle spese: dicono.