2002

24 11 2008

Ci stiamo avvicinando ai giorni nostri con questo racconto. mancano ancora sei anni da condensare in poche pagine. Comunque, volevo raccontarvi la bella notizia che mi è capitata nel 2002.

Dopo tanto sbattermi per trovare per trovare lavoro mia moglie è rimasta incinta. Bellissimo, non vedevo l’ora di scoprire come sarebbe stato mio figlio/a, di poterlo cullare, amare e veder crescere. Poi ho compreso che per fare ciò avrei dovuto garantirgli un futuro. Come fare ? Un colpo di fortuna, mi hanno chiamato per insegnare un istituto privato, tipo università, senza che avessi fatto domanda.

E mi è piaciuto insegnare, anzi è la cosa più bella in assoluto dopo mia figlia, ho accettato tutto: pochi euro ad ora, lezioni serali pur di continuare questo nuovo lavoro. 

Sono bravo, mi piace e pur avendo un contratto di consulenza con partita Iva è la prima volta che ho delle soddisfazioni. Forse se continuo così mi assumeranno. Non potranno andare avanti solo con docenti a contratto annuale , vero ? 

Mia moglie è contenta, ci sono meno preoccupazioni e per di più ci è nata una bellissima bambina.

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Siamo alle solite: i soldi non bastano, vanno tutti in pannolini, latte, medicine, analisi, affitto e tasse. Ci siamo mangiati tutte e due le liquidazione che avevamo preso e non riusciamo a mettere da parte niente. Arriviamo alla fine del mese con i soldi contati. I nostri genitori non possono aiutarci e io non me la sento di chiedere il loro aiuto, hanno già fatto così tanto per me.





Precariato, notizie dal Corriere della Sera

24 11 2008

Faccio una piccola digressione dal mio diario.

Oggi ho letto sul “Corriere della sera” i precari rischiano tutti il posto. Bella scoperta: ma i giornalisti non lo sanno che non è da oggi ! Se non ci chiamassimo precari non avremmo questo problema. Sono dieci anni che ci chiamano precari e gli anni scorsi non rischiavamo il posto ?